

LA CHIESA ORTODOSSA DELLA „SANTISSIMA TRINITA” MAIERI I
Identificata come la Chiesa della Santissima Trinità – Pânzari, il luogo di culto è il quarto (dopo le chiese di Maieri II, Centro e Lipoveni) e l’ultimo del XVIII secolo costruito per la popolazione romena della Città di Sotto. Il grande storico romeno Nicolae Iorga sosteneva che la costruzione della chiesa è stata realizzata dalle gilde dei calzolai e dei barcaioli di Mureș. La costruzione della chiesa ha avuto luogo dopo l’anno 1785, l’anno dell’esecuzione dei capi della Rivolta Horea e Cloșca, una rivolta che ha scosso la Transilvania. Inoltre, i capi della rivolta hanno ricevuto l’ultima comunione e hanno progettato il testamento proprio qui, ma in un altro edificio della chiesa, probabilmente demolito all’inizio della costruzione della chiesa attuale. Il sacerdote era Nicolae Raț, il vicario ortodosso di Maierii Bălgradului.
Il servizio ufficiale ortodosso è stato tenuto in questa chiesa la mattina del 1 dicembre 1918, insieme al servizio greco-cattolico tenuto nella vicina chiesa – Maieri II. Qui è stato posto il corpo di Ion Arion, il martire dell’unione, che viaggiava verso l’Assemblea di Alba Iulia e che è stato ucciso nella stazione ferroviaria di Teius, il 30 novembre 1918.
La Chiesa ha sempre appartenuto agli ortodossi, e per questo motivo, non è stato l’oggetto di dispute tra gli ortodossi e i greco-cattolici, come nel caso delle altre chiese della città.
La chiesa ha un piano simile alle altre tre chiese precedentemente costruite, una sala chiesa con una massiccia torre campanaria e un’abside poligonale. Il luogo di culto ha anche delle particolarità, come la forma pentagonale ben pronunciata dell’abside. Come nella chiesa Maieri II delle vicinanze, la forma del campanile è spettacolare.
Molti elementi spettacolari del patrimonio della chiesa, menzionati nel passato, sono stati persi, ed altri sono conservati nel patrimonio dell’Arcidiocesi ortodossa di Alba Iulia. Inoltre, non si è conservata la pittura realizzata negli anni 20 da Traian Achim di Alba Iulia, sotto la guida di Costin Petrescu, il pittore preferito della Casa Reale. La nuova pittura risale all’anno 1992. Un mosaico raffigurante la Trinità, sopra l’ingresso, invia al patrono della chiesa. Sulla facciata sono state messe altre due piastrelle in marmo, ricordando l’evento del 28 febbraio 1785, la morte dei capi della rivolta dell’anno precedente, e il poeta Mihai Eminescu e la sua partecipazione alla riunione Astra nel 1866.
Consulente scientifico: Dr. Tudor Roșu, storico
Materiale tradotto da: Camelia Augusta Roșu
La Chiesa della „Santissima Trinità” di Maieri I ha abbracciato la storia nella mattina del 1 dicembre 1918, quando qui si tenne la liturgia ortodossa, mentre nella chiesa vicina di Maieri II si tenne la liturgia greco – cattolica. Fu il giorno in cui ad Alba Iulia si decise l’Unione della Transilvania con la Romania.
La chiesa di Maieri I è stata l’ultima costruita nel XVIII secolo per la popolazione romena stabilita nella „Città di Sotto”, dopo quelle di Maier II, Centro e Lipoveni. La costruzione della Chiesa ebbe luogo dopo il 1785, l’anno dell’esecuzione dei capi, Horea e Closca, della Rivolta che scosse la Transilvania. L’esecuzione del 28 febbraio 1785 nella Collina delle Forche di Alba Iulia viene ricordata da una targa in marmo sulla facciata, posta negli ultimi anni.
Il piano è di una chiesa a sala, con una massiccia torre campanaria ad ovest e con un’abside poligonale ad est. La forma del casco della torre campanaria è spettacolare. Un mosaico raffigurante la Trinità, sopra l’ingresso, ci rimanda al patrono della Chiesa la „Santissima Trinità”.
La pittura attuale risale al 1992.
La Chiesa è sempre appartenuta agli ortodossi, motivo per cui non è stata oggetto di controversia tra gli ortodossi ed i greco – cattolici, come nel caso di altre chiese della città costruite nello stesso periodo.
Una targa in marmo sulla facciata, posta di recente, ricorda la presenza del poeta Mihai Eminescu, nella Chiesa, nel 1866, in occasione della riunione dell’ASTRA – l’Associazione della Transilvania per la Letteratura Romena e la Cultura del Popolo Romeno.