

LA PORTA SUD DEL CASTRO ROMANO
Dopo l’occupazione della Dacia da parte degli eserciti dell’imperatore Traiano, una delle legioni romane, la XIII° Gemina, è stata portata nel territorio della città nominata Apulum. Dopo una fase iniziale in cui la legione costruì un castro in legno e terra, seguì la costruzione di un castro in pietra, nel regno di Hadrian, castra stativa (permanente) che subì tuttavia vari restauri dai successivi imperatori. La fortificazione è stata costruita con massicci blocchi di pietra rettangolari (opus quadratum) estratti dalle cave di Ampoiţa e Ighiu, localizzate a circa 10 km a nord ovest di Alba Iulia. Il piano del castro segue un modello comune nel periodo repubblicano per tale tipo di costruzione, con una forma quadrangolare (circa 430 x 480 m ad Apulum) e delle porte disposte su ciascun lato come segue: la Porta praetoria, principale, situata al centro del lato est; la Porta decumana, situata al centro del lato opposto, ovest; la Porta principalis sinistra, sul lato nord, ma ad un terzo della distanza verso est; la Porta principalis dextra, disposta simmetricamente rispetto alla Porta principalis sinistra, sul lato sud. Questa porta sulla destra, dextra, è anche l’unica che si sia mantenuta, anche se le vestigia rimanenti non hanno più l’aspetto di 18 secoli fa.
La Porta stessa è affiancata da due massicce torri rettangolari, che hanno oltre 8 m di altezza. L’apertura della porta è di 12,35 m, avendo in mezzo un pilastro che delimita i due ingressi. I muri, da una parte e dall’altra, avevano un’altezza di 7 m ed uno spessore di 2 m, con una base di oltre 2 m. Davanti alla porta c’è un’ampia e profonda fossa di 5-6 m, con una forma trapezoidale rovesciata. Oltre la porta inizia lo stabilimento civile, con diversi edifici del periodo identificati nella zona.
Collocata in uno spazio non occupato da altre costruzioni, la porta è stata per lungo tempo, il settore più intensamente ricercato del castro romano. Una piccola parte della porta è stata restaurata, per offrire ai visitatori un quadro coerente del monumento; i nuovi blocchi di pietra sono facilmente identificabili dal colore più bianco.
Consulente scientifico: Dr. Tudor Roșu, storico
Materiale tradotto da: Camelia Augusta Roșu
La traccia più visibile del castro Apulum è la porta del lato sud, chiamata Porta principalis dextra. Si tratta dell’unica delle quattro porte del castro di forma quadrangolare che sia rimasta fino ad oggi. L’obiettivo, di massima importanza per l’antica storia dello spazio romeno, è evidenziato sull’Itinerario delle Tre Fortificazioni, situato nella parte sud e sud-est della Fortezza Alba Carolina. Le vestigia rimaste raffigurano solo una parte dell’aspetto di una volta della Porta e circa un terzo della sua bellezza di 1.800 anni fa. Anche così, è una testimonianza vivente della civiltà romana in queste terre e parla di un periodo fiorente dell’antica Apulum.
La Porta principalis dextra fa parte dalla categoria delle porte doppie ed in passato era incorniciata da due torri massicce, che erano alte più di otto metri. I muri, da entrambi i lati, erano alti 7 metri e con uno spessore di 2 metri.
Cosa c’era oltre il cancello della porta sud del castro? Qui cominciava l’insediamento civile. A titolo di prova, vi sono le tracce di quel tempo riportate alla luce dagli archeologi.
Per fornire ai visitatori romeni e stranieri un quadro coerente della Porta, i restauratori hanno ricomposto con una speciale eleganza i blocchi di pietra di quasi due millenni fa con dei materiali nuovi, facilmente identificabili per il colore più bianco. In altre parole, hanno portato di fronte ai visitatori una testimonianza tangibile del soggiorno della Legione XIII Gemina, l’unica legione, che sia rimasta in Dacia durante l’occupazione romana.