
IL BASTIONE DELLA TRANSILVANIA
Il bastione „San Capistrano” prende il nome da Giovanni da Capistrano (1386-1456), un monaco francescano italiano con una prodigiosa attività religiosa (compresa quella indirizzata contro gli ebrei); nell’ultimo anno della sua vita, guidò, insieme a Iancu di Hunedoara, gli eserciti cristiani nella battaglia di Belgrado contro i turchi. Ebbe lo stesso destino di Iancu, morendo di peste poco dopo la vittoria. Fu canonizzato nel 1690.
Il bastione venne chiamato anche „il Bastione della Transilvania” e nel XIX secolo, quando l’identificazione dei bastioni venne effettuata con dei numeri romani, questo era „il Bastione VII”.
Il bastione fu costruito accanto alla vecchia porta pretoriana del castro romano, utilizzata nel periodo medievale come la Porta di San Giorgio. Così, i viaggiatori stranieri che arrivarono ad Alba Iulia nei secoli XVI – XVII notarono su questa porta la presenza di un bassorilievo con la lupa che allatta i gemelli Romolo e Remo. Da questa porta, della quale oggi non vi è più nulla, entrò trionfalmente Michele Il Coraggioso in Alba Iulia, il 1 novembre 1599. Il bastione contiene il barbacane di questa porta o quanto è rimasto di questo barbacane.
All’interno, sull’allineamento del barbacane, vale a dire lì ove oggi funziona il ristorante „Pub 13”, fu organizzato un deposito di polvere di forma circolare, con un diametro di 30 metri. Durante l’assedio della Fortezza nel 1849, lo spazio fu trasformato in mulino. Successivamente, questo ebbe anche altre destinazioni interessanti: dopo il 1968 qui esistette per un determinato periodo, „la cantina della Fortezza” e durante la Rivoluzione del 1989 qui si nascosero i rappresentanti della Sicurezza per sfuggire alla furia della popolazione.
Le facciate del bastione hanno una lunghezza di circa 130 metri e formano un angolo di 120 gradi, il più grande tra tutti i sette bastioni.
Consulente scientifico: Dr. Tudor Roșu, storico
Materiale tradotto da: Camelia Augusta Roșu
I bastioni sono sette e danno alla Fortezza di Alba Carolina la forma di una stella a sette angoli. Parliamo dei bastioni della Fortezza, che formano nella zona centrale „un’area di sicurezza” della fortificazione, la più importante e la più protetta. Eretto sul lato est della fortificazione, il Bastione San Capistrano è stato così nominato dagli austriaci da Giovanni da Capistrano, un monaco francescano italiano con una ricca attività religiosa, canonizzato nel 1690. I muri dei bastioni sono costruiti in mattone e terra, hanno una base di 2,5 metri di spessore e per il loro riempimento è stata utilizzata la pietra proveniente dalle rovine del castro romano Apulum.
Ha una forma triangolare, con le punte rivolte verso l’esterno. Il muro retto che lo unisce agli altri bastioni in termini tecnici viene chiamato „la cortina”. Il bastione è conosciuto anche come „Il Bastione della Transilvania”. Nella parte superiore del bastione è collocato lo stemma della Transilvania e dell’Ungheria – una doppia croce che esce da una corona collocata su di una collina. Due secoli fa, quando i bastioni venivano identificati con dei numeri romani, il Bastione San Capistrano aveva il numero „VII”. Il conteggio inizia dalla Porta III, verso sud, in senso orario ed il bastione di cui parliamo è l’ultimo. L’interno del bastione è stato organizzato e utilizzato secondo le esigenze dei tempi: deposito di polvere nei tempi degli austriaci, mulino durante l’assedio della Fortezza nel 1849, cantina dopo il 1968. Oggigiorno, qui funziona il ristorante „Pub 13” (http://www.pub13.ro/index.php/istoric).
I bastioni sono solo uno degli elementi che mostrano la maestria degli artigiani che hanno lavorato per la costruzione della Fortezza di Alba Carolina, la più grande Fortezza della Romania, in piedi da oltre 300 anni.