LA PORTA DELLA ZECCA

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Nella Fortezza di Alba Iulia sono esistite, nel corso del tempo, due zecche: quella „vecchia” e quella „nuova”. La prima funzionò nel periodo in cui Alba Iulia fu, per quasi 150 anni, la capitale del Principato della Transilvania. Le prime emissioni monetarie con l’insegna della città risalgono all’inizio degli anni 1600, ai tempi del principe Gabriele Báthory. „La vecchia zecca” raggiunse il picco durante il suo successore, il principe Gabriele Bethlen, che emise una grande massa monetaria, tra cui anche dei pezzi d’oro.

Dopo che gli austriaci presero la Transilvania, la zecca passò sotto la proprietà dell’Impero Asburgico. „La nuova zecca” era situata sul lato sud della Fortezza bastionata, tra l’ala orientale del Palazzo dei principi ed il deposito dell’esercito per i cereali. Divenne ben presto una zecca della massima importanza per la monarchia austriaca. Qui funzionò fino al 1871, quando venne chiusa ed i beni vennero trasferiti nella zecca di Kremnica in Slovacchia.

La scelta della città come centro monetario fu facilitata dall’esistenza delle miniere dei Monti Apuseni, da dove si estraevano i metalli utilizzati per coniare le monete.

Più monete emesse in Alba Iulia si possono vedere nella mostra del Museo Nazionale dell’Unione. Della zecca che funzionò nella Fortezza di Alba Iulia, tra il XVIII ed il  XIX secolo, oggi solo un frammento della sua parete ci ricorda la sua esistenza, con le aperture delle finestre rinascimentali e delle due grandi porte sul lato nord. Sotto terra, tuttavia, si trovano le impressionanti mura della cantina del complesso, parzialmente visibili in alcuni punti. Le tracce della zecca sono visibili nella zona di accesso della Rotta delle Tre Fortificazioni.

Il complesso in cui funzionò la zecca venne demolito nel 1903.

 

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