

LA PORTA DELLA ZECCA
Dalla vecchia zecca, che ha funzionato nella Fortezza di Alba Iulia nei 17 -19 secoli, è rimasto solo un frammento del muro, ma sotterate si trovano le imponenti mura delle cantine del complesso, parzialmente visibile in alcuni punti.
Le prime emissioni monetarie con l’insegno della città („A-I” o „AI-IV”) risalgono ai tempi del principe Gabriel Báthory (1608-1613). Una grande massa monetaria è stata emessa durante il suo successore, Gabriel Bethlen, chew includevano anche pezzi d’oro. Un gran numero di queste emissioni sono state eseguite di nascosto, cosicchè, il Principe guadagnò un’enorme fortuna. D’altronde, il suo tempo è considerato, almeno per Alba Iulia, il „periodo d’oro”. Il luogo dove la zecca ha funzionato non si conosce con precisione, però, secondo noti sorgenti, si può dire che, anche se si fosse trattato di un altro spazio, non doveva essere lontano dal luogo in cui ha funzionato nei secoli XVIII-XIX. Dopo che gli austriaci conquistarono la Transilvania, la zecca è divenuta proprietà dello Stato, cioè dell’Impero asburgico. „La nuova zecca” era situata sul lato sud della fortezza bastionata, tra l’Arsenale situato nell’antico Palazzo dei principi, e la Manutanta, utilizzando probabilmente gli edifici dell’ex monastero di monache. Divenne ben presto una zecca della massima importanza per la monarchia austriaca. La scelta della città di Alba Iulia, a tal fine, è stata collegata all’attività dello sfruttamento delle miniere dai Monti Apuseni, da dove si estraevano i metalli utilizzati per le monete.
La zecca ha funzionato durante tutto il periodo dell’amministrazione austriaca e anche qualche altro anno dopo l’annessione della Transilvania all’Ungheria, poi, dal 1871, le attrezzature e i suoi averi sono stati presi dalla vecchia zecca di Kremnica (Slovacchia). Dopo lo smantellamento, negli edifici delle zecche ha funzionato per un periodo il Tribunale. Nel 1903, l’intero complesso fu demolito.
Una parte delle monete emesse in Alba Iulia possono essere viste nel Museo Nazionale dell’Unione.
Consulente scientifico: Dr. Tudor Roșu, storico
Materiale tradotto da: Camelia Augusta Roșu
Nella Fortezza di Alba Iulia sono esistite, nel corso del tempo, due zecche: quella „vecchia” e quella „nuova”. La prima funzionò nel periodo in cui Alba Iulia fu, per quasi 150 anni, la capitale del Principato della Transilvania. Le prime emissioni monetarie con l’insegna della città risalgono all’inizio degli anni 1600, ai tempi del principe Gabriele Báthory. „La vecchia zecca” raggiunse il picco durante il suo successore, il principe Gabriele Bethlen, che emise una grande massa monetaria, tra cui anche dei pezzi d’oro.
Dopo che gli austriaci presero la Transilvania, la zecca passò sotto la proprietà dell’Impero Asburgico. „La nuova zecca” era situata sul lato sud della Fortezza bastionata, tra l’ala orientale del Palazzo dei principi ed il deposito dell’esercito per i cereali. Divenne ben presto una zecca della massima importanza per la monarchia austriaca. Qui funzionò fino al 1871, quando venne chiusa ed i beni vennero trasferiti nella zecca di Kremnica in Slovacchia.
La scelta della città come centro monetario fu facilitata dall’esistenza delle miniere dei Monti Apuseni, da dove si estraevano i metalli utilizzati per coniare le monete.
Più monete emesse in Alba Iulia si possono vedere nella mostra del Museo Nazionale dell’Unione. Della zecca che funzionò nella Fortezza di Alba Iulia, tra il XVIII ed il XIX secolo, oggi solo un frammento della sua parete ci ricorda la sua esistenza, con le aperture delle finestre rinascimentali e delle due grandi porte sul lato nord. Sotto terra, tuttavia, si trovano le impressionanti mura della cantina del complesso, parzialmente visibili in alcuni punti. Le tracce della zecca sono visibili nella zona di accesso della Rotta delle Tre Fortificazioni.
Il complesso in cui funzionò la zecca venne demolito nel 1903.