

LA PRIMA PORTA DELLA FORTEZZA ALBA CAROLINA
Il monumento ha la forma di un arco di trionfo, con quattro massicci pilastri, un’ampia apertura centrale e due aperture laterali più piccole. Le statue della zona superiore della porta vengono riprodotte con una tecnica speciale, tramite la quale le parti inferiori dei personaggi sono volutamente ridotte creando un effetto di prospettiva, con le statue guardate dal basso.
Nel registro superiore, sopra i pilastri laterali, si trovano due bombarde o cannoni disposti in posizione di tiro. Sopra i pilastri centrali sono collocate le statue di Marte e di Venere. Marte, dio della guerra e della potenza militare, è rappresentato da giovane, senza la sua solita barba (con cui appare nella versione adulta), ma con la sua attrezzatura militare romana: lorica romana, mantello, lancia, elmo, ecc. Nella riproduzione di Marte un elemento particolare potrebbe essere l’elmo con la cresta senza piume ed il modo con cui il Dio sostiene la mano sinistra su una colonna.
La dea Venere incarnava, nella mitologia romana, l’amore, la bellezza, la fertilità, il desiderio ma anche la vittoria. Ed era spesso associata con Marte. La dea ha degli abiti che coprono quasi tutto il corpo, lasciando però intravedere le sue forme generose. Nella mano sinistra tiene lo specchio, il suo consueto specchio. Molto particolare è il tema del cappello con la cresta corta che è stato posizionato sulla testa della dea, ma questo elemento è una licenza artistica che la squadra di restauratori si è permessa.
Al centro del registro superiore si trova l’aquila bicefala, il simbolo dell’Austria, con le ali aperte e brandente negli artigli la spada e lo scettro, simboli del potere. Su entrambe le teste, l’aquila indossa la corona imperiale, mentre sul petto ha un distintivo con il monogramma dell’imperatore Carlo VI („VI”), durante il cui regno è stata eretta la fortificazione. Sul distintivo si trova appeso il simbolo dell’Ordine della Lana d’Oro, un ariete. Se nell’antica mitologia, la lana d’oro è collegata più alla spedizione di Giasone ed ai suoi argonauti, nel XVIII secolo, l’Ordine cattolico della cavalleria „La Lana d’Oro” era tra le più importanti organizzazioni d’Europa e Carlo VI ricopriva la carica di gran maestro dell’Ordine.
Il bassorilievo sulla sinistra, sulla facciata esterna della porta, ritrae la fuga da Troia di Enea, l’antenato di Romolo e Remo. Questo tema è comune nell’arte barocca, come nella fattispecie. Il bassorilievo è strutturato in profondità, su una diagonale leggermente curva, elemento specifico anch’esso del barocco. L’eroe, nell’abbigliamento guerriero, porta il padre sulla schiena, il vecchio Anchise, che guarda sopra la spalla le fiamme che stanno inghiottendo Troia. Bisogna menzionare che Enea era il figlio della dea Venere, rappresentata sopra la porta.
Il bassorilievo sulla destra mostra lo scontro tra Ercole e il gigante Anteo. È una delle imprese di Ercole, oltre le dodici fatiche. Anteo, il figlio della dea Geea, era invulnerabile a patto di avere sempre contatto con il suolo, in modo che Ercole dovette sollevarlo da terra per poterlo uccidere. Il gigante ha la faccia terrorizzata, facendo del suo meglio per strapparsi dalla presa di Ercole. I due corpi sono nudi; solo una striscia di materiale, dato il pudore del XVIII secolo, è presente nella scena in qualche modo casualmente, ma sufficiente per coprire il posteriore di Ercole.
Sulla facciata interna, il bassorilievo sulla sinistra (supponendo che ci si trovi di fronte ad esso) ci mostra la prima fatica di Ercole, l’uccisione del leone di Nemeea. Questa bestia terrorizzava il Corinto, la sua pelliccia era impenetrabile ed i suoi artigli potevano penetrare qualsiasi armatura. Ercole uccise il leone a mani nude e poi, utilizzando uno degli artigli della bestia, tolse la sua pelliccia per indossarla per sempre. È interessante notare che, secondo le fonti storiche, nella fauna della Grecia fino al primo secolo aC esistevano dei leoni.
Il bassorilievo a destra mostra la più famosa vittoria di Perseo: la decapitazione della Medusa. Per essere in grado di uccidere il mostro, Perseo utilizzò il riflesso dell’immagine della Medusa nello scudo, poiché altrimenti il suo sguardo lo avrebbe pietrificato. I serpenti della testa della Medusa, che Perseo tiene trionfante nella mano destra, sembrano continuare lo stesso movimento agitato che avevano prima della decapitazione. Il corpo senza vita del mostro si trova dietro Perseo. Considerato il più importante eroe fino ad Ercole, Perseo è equipaggiato nella lorica militare di tipo anatomico con l’elmo, la tunica, i pantaloni ed il mantello, a differenza della maggior parte delle sue rappresentazioni in cui l’eroe appare nudo.
Consulente scientifico: Dr. Tudor Roșu, storico
Materiale tradotto da: Camelia Augusta Roșu
Costruito in pietra, con la forma ad arco di trionfo, la Prima Porta della Fortezza di Alba Carolina si trova alla base della terrazza, sulla quale venne eretta la fortificazione. È il primo punto di accesso al sito dal lato est. La Porta offre una vera e propria „lezione” aperta di storia sull’antichità, quella romana principalmente, la cui eredità è reclamata dall’Impero asburgico. Nella parte superiore sono collocate le statue di Marte – dio della guerra e Venere – dea della bellezza.
Il monumento ha una ricca decorazione scultorea con le rappresentazioni in rilievo. Sul monumento sono raffigurati alcuni personaggi mitologici, quali: Enea, il leggendario fondatore di Roma; Perseo, considerato il più importante eroe prima di Ercole; il gigante Anteo, che Ercole sollevò tra le sue braccia e lo uccise. Nella parte centrale del monumento vi è il simbolo dell’Austria – l’aquila bicefala, con le ali aperte e brandente negli artigli la spada e lo scettro, simboli del potere.
Su entrambe le estremità l’uccello della preda porta la corona imperiale e sul petto ha il monogramma dell’imperatore Carlo VI°, durante il cui regno fu eretta la fortezza. Conosciuta per lungo tempo come „La Porta di Carlo di Sotto”, il monumento è stato consegnato al circuito turistico nel 2007.