

LA TERZA PORTA DELLA FORTEZZA ALBA CAROLINA
Chiamata in passato „La Porta di Carlo di Sopra”, è la più imponente porta per dimensioni e decorazioni, ha la forma di un arco di trionfo ed offre l’ingresso alla Fortezza stessa.
Nella parte superiore si trova la statua equestre dell’imperatore Carlo VI, durante il cui regno venne costruita la Fortezza. Carlo passa trionfante sopra i turchi spogliati e castrati (la massima umiliazione a cui era esposto un militare ottomano). Nel 1716-1718, Carlo VI condusse una vittoriosa guerra contro l’Impero Ottomano, che permise all’Austria di estendersi fino al Danubio, occupando anche Banat, Timișoara e Oltenia. L’imperatore è rappresentato in vestiti particolari, una mescolanza tra l’abbigliamento di un imperatore dell’antica Roma e la moda barocca. L’uccello seduto sull’elmo dell’imperatore è una licenza artistica della squadra di restauro, che ha interpretato in questo modo il ricco pennacchio che nel passato decorava l’elmo. L’imperatore appare trionfante, dignitoso, dominante ed il suo cavallo ha un’atteggiamento guerriero.
Sotto la statua di Carlo VI c’è una base piramidale, con all’interno una stanza di 3×3 m chiamata la „Cella di Horea”, in cui si dice che venne imprigionato il leader della Rivolta del 1784. L’idea emerse molto tempo dopo gli eventi della rivolta ed in modo „ufficiale” lo spazio venne organizzato sotto il titolo di „Cella di Horea” nel 1937, insieme all’inaugurazione dell’obelisco situato nelle vicinanze. In realtà, come dimostrano le fonti storiche, Horea fu imprigionato nella Quarta Porta. Le stesse fonti dicono che nella Terza Porta venne chiuso Cloșca, senza specificare esattamente la cella o lo spazio.
Le altre statue mostrano i turchi sconfitti. Subito sotto la piramide appare la stemma dell’Austria, l’aquila bicefala avente sul petto la stemma della Transilvania. Su questo scudo appaiono: l’aquila con le ali aperte, il simbolo degli ungheresi, affiancata dal sole e dalla luna e le sette torri, collocate nel campo inferiore, il simbolo dei sassoni della Transilvania.
Nella guerra del 1716-1718, le truppe asburgiche furono sotto il comando del famoso principe Eugenio di Savoia, che ottenne importanti vittorie in Petrovaradin e Belgrado. Eugenio di Savoia è rappresentato in due bassorilievi sopra gli ingressi laterali. Questi sono stati restaurati solo in parte a causa dei danni che ha colpito le loro forme nel corso degli anni, rendendo impossibile la loro riproduzione esatta. Nel bassorilievo sulla destra, il principe riceve da Carlo VI la spada e la croce per andare in guerra, mentre, sopra di loro, un angelo porta un nastro su cui è scritto: „In hoc signo vinces” (sotto questo segno sconfiggerai), con riferimento alla celebre visione della croce che l’imperatore Costantino ebbe prima della battaglia del ponte Șoimului nel anno 312. Nel bassorilievo sulla sinistra, Eugenio di Savoia torna trionfalmente sul carro trainato da due leoni, ricevendo da una donna (che personifica l’Austria vittoriosa) la maquette della Fortezza di Alba Iulia, mentre Victoria con delle ali mette la corona di alloro sulla testa del principe.
L’aspetto delle facciate delle porte è arricchito da vari bassorilievi collocati nelle metope ed in altri campi (rappresentanti scudi, asce di selce, alabarde, elmetti, fucili, tromba, tamburi, cornamuse, bandiere, animali fantastici, ecc.)
Sulla facciata interna, la rappresentazione figurativa è più abbondante. Nella parte superiore si trovano le quattro statue delle virtù classiche: Temperanza (Temperantia), Saggezza (Prudentia), Giustizia (Iustitia) e Coraggio (Fortitudo). Ogni virtù ha il proprio simbolo: un corno rovesciato dell’abbondanza, il modello di un tempio, una bilancia, una lancia e sono accompagnati anche da animali fantastici.
L’inquadratura delle aperture è realizzata da quattro atlanti che sostengono i capitelli decorati con frutti esotici e ghirlande vegetali. Gli atlanti hanno i corpi vigorosi e parzialmente nudi, con i muscoli tesi. Quelli delle aperture laterali sono giovani, mentre quelli posizionati nelle aperture centrali appaiono come uomini maturi, con la barba.
I due angeli (putti) sopra l’apertura centrale hanno uno scudo con l’emblema di Carlo VI, incorniciato da una corona di alloro e da due lettere „C” che ci ricordano la qualità di Cesare dell’imperatore: „Carolus Caesar”.
Proprio come sulla facciata esterna, due bassorilievi decorano gli spazi sopra gli ingressi secondari. Essi sono, infatti, altorilievi (con forme che escono in gran parte dal piano della composizione) di qualità eccezionale. Entrambi mostrano le feroci battaglie contro i turchi. Quello sulla sinistra rappresenta un attacco della cavalleria, mentre quello sulla destra mostra un attacco della fanteria, senza specificare di quali battaglie si tratti. Inoltre, le attrezzature dei soldati sono rappresentate allegoricamente, con elementi antichi, che non sono specifici del XVIII secolo. Sotto i bassorilievi si trova uno scudo. Quello a sinistra appartiene al conte Steinville, il comandante delle truppe imperiali in Transilvania, e quello a destra contiene il famoso simbolo milanese „biscione”, con un serpente che inghiotte un uomo. Allo stesso tempo è il simbolo della famiglia Visconti, di cui faceva parte il primo architetto della Fortezza, Giovanni Morando Visconti.
Dopo un ampio processo di restauro, la porta è stata nuovamente inaugurata e consegnata al circuito turistico nel 2008. È stato ricostruito anche il ponte mobile situato di fronte alla porta.
Carlo VI (1685-1740, imperatore tra gli anni 1711-1740) – Anche se l’Impero romano-tedesco guadagnò durante il suo regno vari territori a scapito dei turchi, il valore che portò all’impero è discutibile.
Il suo titolo intero era: Carlo, con la grazia di Dio eletto imperatore del Sacro Impero Romano – Tedesco, sempre Agosto, re della Germania, Castiglia, Aragona, Leon, Sicilia, Gerusalemme, Ungheria, Boemia, Dalmazia, Croazia, Slavonia, Rama, Serbia, Galizia, Lodomeria, Cumania, Bulgaria, Navarra, Grenada, Toledo, Valencia, Galicia, Mallorca, Sevilla, Sardegna, Cordoba, Corsica, Murcia, Jaen, Algarve, Algeciras, Gibraltar, Isole Canarie, isole e coste dell’India, arciduca di Austria, Duca di Burgundia, Brabant, Milano, Stiria, Carinthia, Carniola, Limburgo, Lussemburgo, Gelderland, Württemberg, Alta e Bassa Silezia, Calabria, Atene e Lepanto, Principe de Suabia, Catalunia, Asturia, marchese del Sacro Impero Romano,di Burgovia, Moravia, Alta e Bassa Lusazia, Conte di Habsburg, Flandra, Tirolo, Ferrette, Kyburg, Gorizia, Artesia, Conte di Alsacia, Lordo di Oristani,Conte di Gziano, Namur, Roussillon, Ceretania, Signore di Marca Slavonia, Port Naone, Biscaia, Molina, Saline, Tripoli e Mechelen ecc.
La causa della sua morte è avvelenamento con funghi velenosi (la spugna della vipera).
È l’autore della Sanzione pragmatica, che abolì la successione in linea maschile. Successore al trono imperiale fu la sua celebre figlia Maria Theresa.
Consulente scientifico: Dr. Tudor Roșu, storico
Materiale tradotto da: Camelia Augusta Roșu
Situata sul lato orientale della Fortezza di Alba Carolina, la Terza Porta è il principale punto di accesso alla fortezza stessa.
La Porta si trova proprio nella parte centrale del muro che collega i due bastioni della Fortezza: il bastione Santo Eugenio di Savoia ed il bastione della Transilvania.
Il monumento, con la forma a doppio arco trionfale, si distingue per le sue dimensioni e per le ricche decorazioni. La grandezza della Porta è data anche dai pilastri della sua composizione, che la rafforzano, ma che le danno anche un aspetto ornamentale speciale.
Nella parte superiore si trova la statua equestre dell’imperatore Carlo VI, durante il cui regno venne costruita la Fortezza. L’imperatore appare trionfante, dignitoso, dominante ed il suo cavallo, con un atteggiamento guerriero, calpesta i soldati turchi. La porta ha tre ingressi: una carreggiata e due ingressi pedonali più piccoli.
Dall’ingresso pedonale attirano l’attenzione i due pannelli in cui il protagonista è il famoso principe Eugenio di Savoia. Nel pannello a destra l’imperatore Carlo VI riceve la spada e la croce per iniziare la guerra contro i turchi. Nel pannello a sinistra il comandante militare è rappresentato in un carro a due ruote trainato da due leoni, ricevente da una donna che personifica l’Austria vittoriosa la maquette della Fortezza di Alba Iulia.
Gli spazi a forma di triangolo con un lato curvo e lungo, situati nella parte superiore di ciascuna apertura di passaggio, sono decorati con armi ed altre attrezzature militari antiche.
La parte centrale della facciata est è dominata dall’emblema dell’Austria – l’aquila con due teste, che porta sul suo petto l’emblema della Transilvania.
Eccezionale! È la parola che meglio descrive la decorazione barocca della facciata ovest della Porta. Le quattro statue in alto rappresentano le virtù classiche: la temperanza, la saggezza, la giustizia e il coraggio. Le aperture della Porta sono incorniciate da quattro statue chiamate atlanti, in linguaggio tecnico. Nelle aperture laterali sono rappresentati due giovani, mentre quelli posizionati nelle aperture centrali appaiono come uomini maturi, con la barba. I due angeli (putti) sopra l’apertura centrale hanno uno scudo con l’emblema di Carlo VI, incorniciato da una corona di alloro e da due lettere „C” che ci ricordano la qualità di Cesare dell’imperatore: „Carolus Caesar”. Il monumento, insieme alle altre porte della Fortezza, ha influenzato lo sviluppo della scultura barocca in Transilvania.
In passato, il ponte mobile anteriore si alzava la sera e la Porta rimaneva chiusa fino all’alba. In caso di pericolo, le porte in legno massiccio rinforzate con bullette metalliche e travi di legno orizzontale bloccavano l’ingresso. Tale sistema dava una maggiore sensazione di sicurezza all’interno della Fortezza.
Il monumento è conosciuto anche come „La Porta di Horea”. Nella tradizione popolare si considera che nella piccola sala di pietra alla base della statua di Carlo VI sia stato imprigionato Horea, il leader dei contadini ribelli nel 1784.
La Terza Porta è stata consegnata al circuito turistico nel 2008, dopo un ampio processo di restauro.